Parrocchetti di Bourke (Neopsephotus Bourkii)

I parrocchetti di Bourke, se non si fosse capito, sono la mia passione. Tra le specie di parrocchetti che allevo sono senza dubbio quelli che amo di più.

 

Attualmente il mio allevamento è costituito da una ventina di coppie. Faccio fare una, o al massimo due covate per coppia, ed allevo in media nelle buone stagioni 70/80 piccoli e credo di aver raggiunto un buon livello qualitativo.

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I miei preferiti sono gli ancestrali, ma come succede in altre specie di solito sono i meno apprezzati. Quasi tutti si soffermano sul fatto che il loro colore predominante sia il grigio, ma se uno li osserva più attentamente scopre delle sfumature di colore che vanno dal blu all'azzurro al violetto dal rosa al mattone. Sono d’accordo con chi afferma che le mutazioni tolgono alla bellezza anziché aggiungere. Comunque allevo anche le mutazioni, l’opaline, il lutino il rubino ed il fallow, mi piacciono un po’ meno degli ancestrali ma riesco a cederli meglio ed a realizzare qualcosa di più.
Come tutti voi saprete con questo hobby non ci si guadagna mai, ma io dico sempre che sono contento quell’anno in cui c'ho rimesso poco...

Pregi di questa specie: sono uccelli di piccola taglia e quindi allevabili benissimo in gabbie da cova, le mie sono quasi tutte da 90. Hanno un canto melodioso e piacevole. Io gestisco un albergo/ristorante e li allevo nel cortile del mio esercizio. Mai nessuno si è lamentato del loro canto, anzi quasi nessuno si accorge della loro presenza. Sono di carattere mite, fin troppo timido, ma una volta abituati alla presenza della persona che li accudisce, diventano perfino mansueti, tanto da venire a prendersi il cibo dalle mani.

 

Sono, a differenza dei Neophema, di costituzione abbastanza robusta, sopportano temperature anche sotto zero, a patto che vengano alloggiati in ambienti protetti ed acclimatati gradatamente a tali temperature ed in estate anche a temperature vicine ai 40°.

 

Allevano i loro piccoli con amore, tanto che molti miei amici li usano come balie per i Neophema. E’ consigliabile accoppiarli dal secondo anno di vita, a volte al primo anno qualche problema insorge, infatti ho deciso da qualche anno che i migliori novelli vanno in ampi gabbioni e li accoppio solo al compimento del secondo anno.

 

Non sono litigiosi, vivono in comunità tranquillamente, qualche litigio avviene solo in primavera tra i maschi e solo se in presenza di femmine.
Non hanno particolari esigenze alimentari, un buon misto di semi per Neophema o per Agapornis, magari senza girasole, che io somministro un po’ solo nella stagione fredda ed un buon pastoncino del quale si alimentano soprattutto quando allevano i piccoli, sono la base della loro alimentazione. Poi non disdegnano alcuni tipi di frutta o di verdura (mela, carota, radicchio) una volta o due la settimana, oltre ai soliti sali minerali, grit, osso di seppia ecc.

 

Producono delle feci abbastanza solide e di buona consistenza, e la cosa permette di effettuare la pulizia del fondo con minore frequenza.
Essi bevono molto poco, un po’ di più in estate, credo che dipenda dalle loro zone d’origine nelle quali probabilmente c’è molta siccità e quindi molta distanza dalle fonti d’acqua. Hanno probabilmente sviluppato un’ottima sopportazione della sete e una buona autonomia. Mi è successo per esempio utilizzando dei beverini a goccia, che qualche soggetto non si fosse abituato a questo sistema. Mi sono accordo del loro disagio solo dopo due o tre giorni che avevo tolto il beverino tradizionale.

 

Ora voi direte: possibile che non abbiano nemmeno un difetto? Ebbene si, un difetto ce l’anno, soffrono molto lo stress, a volte anche solo uno spostamento da una gabbia all’altra può creare problemi e per almeno una settimana rimangono molto agitati e diffidenti quando ci si avvicina.
Oltre a questo hanno il problema della perdita di piume e penne. Ogni volta che si prendono tra le mani bisogna stare molto attenti, un loro brusco movimento può provocare la perdita completa delle penne della coda o di un’ala, oltre ad una miriade di piume. Una buona abitudine in questi casi è quella di cospargersi le mani di talco, in modo da ridurre al minimo l’attrito tra la nostra pelle e le loro piume.

 

La loro riproduzione è abbastanza facile, come dicevo sono bravissimi genitori e se la stagione non crea problemi la mortalità dei pulli è quasi nulla, specialmente se come me si ha la possibilità di cambiare di nido (e la cosa viene accettata tranquillamente dalle femmine) a qualche piccolo che rimane un po’ indietro nella crescita rispetto ai fratelli. Ho addirittura provato a mettere dei piccoli sotto a femmine che avevano le uova infeconde a metà del periodo di cova, e loro hanno accettato i piccoli come fossero nati dalle proprie uova. Hanno allevato con successo anche piccoli di Forpus, di Psilopsiagon Aymara e Aurifrons.

 

Io comincio ad accoppiare a Febbraio e metto i nidi ai primi di Marzo. Normalmente dopo una quindicina di giorni si cominciano a vedere i primi andirivieni dai nidi e quindi le prime deposizioni. Tra Giugno e Luglio tutti i nidi vengono tolti ed i novelli messi nelle voliere o gabbioni da 120 cm. Anche se possono stare tranquillamente nelle gabbie con i genitori fino all’anno successivo.

Depongono in media da quattro a sei uova a giorni alterni che cominciano a covare seriamente a partire dal terzo.

Anche nei nidi non hanno particolari esigenze, vanno bene sia verticali tipo quelli degli ondulati inglesi che orizzontali tipo quelli degli Agaponis. Ma anche più grossi tipo quelli dei Gropponi o delle Calopsitte vengono accettati tranquillamente.

Come materiale di fondo io utilizzo della corteccia di faggio (faggiolino) spezzettata in pezzetti da 4/5 mm. Ne faccio un bello strato di 5/6 cm. in modo che la femmina decida spontaneamente dove scavarsi la buchetta. Questa è una cosa che ho imparato con l’esperienza, in quanto prima utilizzavo i nidi con la buchetta scavata nel legno di fondo e pochissimo materiale. Succedeva che alcune femmine preferivano deporre in un angolo del nido e le uova sistematicamente scivolavano dentro la buchetta al centro e naturalmente si raffreddavano con conseguente morte dell’embrione.

 

Comunque alla fine vale sempre la vecchia regola, che se una coppia è brava ed affiatata si riproduce quasi ovunque ed in qualsiasi condizione. Come si sa nell’allevamento ci vuole anche tanta fortuna.

 

Spero con queste righe di poter essere utile a chi si accinge per la prima volta ad allevare questo splendido uccello, o ad aver dato qualche dritta a chi già li alleva. E spero di contribuire a fare in modo che esso sia sempre più amato ed allevato dagli appassionati.



 

In questo bel video spagnolo, sono raffigurate tutte le sue mutazioni. (si può vedere anche a schermo intero cliccando in fondo a destra)

Opaline-Ino (rubino)
Opaline-Ino (rubino)

 

Da sinistra: ancestrale, fulvo (fallow) , lutino, opaline
Da sinistra: ancestrale, fulvo (fallow) , lutino, opaline
Fulvo (fallow e ancestrale
Fulvo (fallow e ancestrale

Ordine:
  Psittaciformes
Famiglia:
  Psittacidae

Inglese:
  Bourke's Parrot

  Tedesco:
  Bourkesittich
danese:
  Bourkes Parakit
Spagnolo:
  Periquito Rosado
Finlandese:
  paimenruohokaija
Francese:
  Perruche de Bourke
Giapponese:
  akikusainko
giapponese:
  アキクサインコ
Olandese:
  Bourke-parkiet
Norvegese:
  Pastellparakitt
Polacco:
  lakówka liliowa
Slovacco:
  tráviar ružovobruchý
Svedese:
  Bourkes parakit
Mandarino:
  伯氏鹦鹉

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e-mail bourke05@libero.it

rna 215V

 

Articolo tratto dal giornale La Provincia di Cremona del 28 Febbraio 2014 (clicca sulla foto per ingrandire)
Articolo tratto dal giornale La Provincia di Cremona del 28 Febbraio 2014 (clicca sulla foto per ingrandire)
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